Pagina iniziale > Malika Kumlien

Poesie

Della verità del mio respiro

Non c'è luna senza risveglio,
sangue versato senza perdono,
so che il mio volo trova sempre
spazio nell'incanto del tuo cielo.

Occhi di luce mai perduti
nell'abisso del mondo,
come gemme incastonate
nel freddo di pietra dura,
ti amo perché sai del geranio
che appassisce e del caduco inverno,
della fievole fiamma che del mio infinito
strazio brucia come delle ombre dileguate
dallo sfolgorio di nuovi amori.

Tu conosci il mio sfinimento,
ma sai anche delle possenti braccia di Dio.
Sai dei mari in cui sprofondo,
della riva del desiderio in cui mi salvo
e delle mie infinite mani.

Sai che il cappio che oscilla sul mio
travestimento è sottile e segreto mentre
impietose riecheggiano le urla della mia verità.

Sai delle ore squarciate dal nulla sovrano
come del tempo ritrovato nella
sola quiete del mio respiro,
dei tanti figli mai nati come
delle mie continue morti.

Ti amo perché sai dei miei passi
affossati da macigni di idee confuse
e ardori spenti e sogni vuoti,
come conosci le increspature bianche
sulle onde della mia anima accesa
di vento leggero e fuoco vivo.

Ti amo perché sai di me, e del profumo
delle praterie dove corro a piedi nudi,
là dove nessuno vede e solo tu fai
della verità il mio respiro.

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Vivere

Bisogna viverla questa disperazione
scalza,
affondarci la scure della notte e toccare
senza paura lo
scheletro nudo del mistero.
Camminare senza meta sul filo dei propri
sogni, piegarsi sulle stesse ginocchia della
gioventù avvinta, che dia
a questo corpo
il potere maturo del sacro vivere.
Oggi non esiste
spazio distante e sento
il tuo odore sparso ovunque, cerco sulla
fronte
di questo nostro mondo lo splendore
azzurro dell'anima, che zampilla
come acqua
chiara per ogni vita vissuta e tremula di carne
viva per
l'Unico tocco che invero ci salva.

Roma, ottobre 2008

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Sulle galassie
del cuore

Quando muoio
guardate le mie palpebre
chiuse come fossero
occhi di meraviglia
spalancati sulle infinità
delle galassie del
cuore.
Quando muoio
guardate i miei pugni
serrati come lente
carezze
che scivolano
giù dalla nuca di Dio
fino alla liscia schiena
del
mondo.
Quando muoio,
se toccherete la mia
pelle fredda, non
sentirete
altro che
i brividi del tempo
che ritorna nel
pulsare vivo
dell'amore.

Roma, maggio 2008

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I ciclamini, tra i capelli

Passo di luna,
nugoli di stelle
sulla
fronte,
così voglio
entrare
nel tuo
giardino
di fate.
L'oceano l'ho
visto, in un
sogno d'autunno,
quando la tempesta
non è solo del mare
Bambina ribelle,
la libertà tra i capelli
e i ciclamini appena
colti,
bisbigliavo
al vento il richiamo
di alberi senza foglie.
Forse ora so,
come rugiada su
labbra vive,
che il paradiso
è sull'erba del
mattino,
quando
- ancora nel sonno
ti scorgo tra le rose.

Roma, 25 gennaio 2004

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L'amore è qualcosa che rimane

La nostra vita è come un lungo sogno
dove la verità è solo un presagio e i ricordi
sono confusi nel fluire
lento della notte.
Ma l'amore è qualcosa che rimane
nel coraggio
scelto dalla solitudine
che si fa amara, con lo spirito sostenuto
dallo sguardo fisso della nostalgia,
nella dolcezza del tuo sorriso
che
non si perde neanche nel mare
nero dell'assenza.
L'amore è
qualcosa che rimane,
e tu l'hai udito nel parlare piano
dei tuoi figli
attorno al letto,
quando il tuo lungo sogno
iniziava a svanire.

A nonna Lucia.
Roma, 15 maggio 2008

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Quello che cerco

Se guardassi
negli occhi del passato
vedrei fiumi di lacrime e la tua piccola
anima
lasciare un vuoto senza fine.
Ma oggi ho visto negli occhi
di tua
madre qualcosa che non
mi so spiegare, una dolcezza
generosa e senza
nome, un
amore che illumina anche
il più grande dolore, un
forza che
lotta senza
chiamarsi rancore.
Grazie Luigi,
non cerco altro.

A Luigi, il mio piccolo angelo di San Giuliano.

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E tormenta

C'è tanto
colore
che muove le piume,
leggere nell'aria
del mondo dei sogni,
ho
amato la vita
sfuggita al dolore.
Pianto per le gabbie che
ho
scoperto del cuore.
Vissuto nel vuoto che
ho riempito d'amore.
Volteggia
più in alto
del sole,
quest'ala
che sbatte
come di un
uccello
sfiancato,
e tormenta.

Il Cairo, 30 gennaio 2003

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Amore

In ciascuna delle mie vite ho
amato
qualcosa di te, le radici non sono
come le lacrime o le rose
canine
che ammutolita da bambina lasciavo
cadere - penetrano l'essenza
di ciò
che non muore - un sasso, questa
terra scura riarsa da secoli
d'amore,
il mio cuore nel silenzio.

A Fabio
27 aprile 2008

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Vetro

Per ogni uomo cresciuto tra calce
e carne cruda, quanta vita hai speso
con lo sguardo di vetro che taglia
e quasi uccide anche la vita ai
morti.
Veglia su di me e su quel senso che
ho del perduto amore, per
tutte quelle
verità sprecate in questa specie di nulla.

A Pasolini

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Cuore sacro

Amnesia del dolore,
a luci spente sul mio
cuore sacro,
tocca
alla divinità di questo
bosco proibito
sprofondare
nell'umidità
dei miei
verdi
segreti.

T'invaderà le ossa
e allora saprai che
ti ho
adagiato tra
le felci del mio
eterno amore,
aspettando
che il rigore
diventi
nebbia
e il sole
si divida
tra i tuoi
occhi
e il cielo.

Perchè
è più
facile credere
che la felicità
sia di muschio
odoroso e niente
polvere.

Praga, 9 ottobre 2005

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Perdono

Guardare sotto,
tra le
acque oscure,
e capire che nulla
è più terribile del
buio che non vuoi
vedere, in fondo
al tuo cuore tradito,
alle tue caverne
chiuse, dove
solo
tu puoi odorare
fiele e poi scegliere
d'amare.

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